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Acqualoreto, paese di origine medioevale

Acqualoreto, paese di origine medioevale

Acqualoreto

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Acqualoreto

Posto a 425 metri sul livello del mare, Acqualoreto deve sicuramente il suo nome all’abbondanza delle acque (torrenti e sorgenti) che si trovavano nella zona.

Si formò in età Medioevale, dal X secolo in poi, di cui rispecchia perfettamente le caratteristiche tipologiche costruttive, anche se il ritrovamento di alcuni reperti ellenici (tra cui una urna conservata nel museo di Baschi) lascia alcuni dubbi sulle vere origini.

La sua presenza era già riportata anche sulle carte del Catasto Gregoriano (una delle prime forme di censimento delle proprietà private), redatto dallo Stato Pontificio nel XVII secolo ed era censito tra i feudi del Libero Comune di Todi.

Da sempre definito “castello forte e d inaccessibile” per via delle sue imponenti mura cittadine, era soggetto alla podestà del Comune di  Todi, e veniva spesso conteso da varie famiglie todine in quanto costituiva una temibile fortificazione sul Tevere, fronteggiante la via di unione e di scontro tra i comuni di Todi ed Orvieto.

Nel XI secolo alle sue pendici fu eretto l’Eremo di S. Maria de dello Scoglio (successivamente rinominato Santuario della Pasquarella), sulle cui origini, le leggende popolari raccontano che dopo una enorme inondazione del fiume Tevere, fu rinvenuta su uno scoglio lungo il fiume l’immagine di una Madonna, gli abitanti della cittadella reclamandone la proprietà tentarono più volte di trasportarla all’interno delle mura cittadine, ma inspiegabilmente la ritrovavano sempre sulla scogliera sopra il fiume, decisero così di realizzare lì una piccola chiesa che divenne meta di pellegrini ed alla quale furono attribuiti numerosi miracoli, tanto che ancora oggi è al centro di una festa paesana, ogni prima domenica di Pasqua.

Nel 1290 (XIII sec) Acqualoreto era, per grandezza, il secondo paese della Massa, contava infatti ben trentaquattro fuochi (o famiglie) e quindi oltre 150 anime e godeva dell’autonomia di un proprio sindaco, se pure sottomesso alla potestà del Comune di Todi.

Agli inizi del XV secolo, vide quasi dimezzata la sua popolazione, si registrò poi una nuova rapida risalita, tanto che nel 1432, a conferma del prestigio riconquistatogli dalla Signoria di Todi, gli è concesso di presiedere ad un ampio distretto diocesano cui facevano capo le parrocchie di Asproli, Morre, Moruzze, Collelungo e della Pasquarella, e di tenere un suo priorato. Il castello si avviava dunque a divenire un punto vitale del sistema politico, amministrativo e religioso tuderte.

Grande era il rispetto per questo castello, che rappresentava un elemento fondamentale del sistema difensivo dell’intero versante, che l’autorità di Todi aumentò ulteriormente i suoi possedimenti, quando, intorno alla metà del XVI secolo, gli affidò anche i castelli di Pigliuto e Fulignano, entrambi di origine romana e quindi con una storia ancora più antica alle spalle.

Continuando a rappresentare un solido baluardo sul Tevere ed essendo l’unica via di accesso dal fiume agli insediamenti todini di quel versante della montagna, visse tranquillamente il suo tempo, dedicando il suo circondario alle attività agricole, all’allevamento di bestiame allo stato brado e sulla caccia, fino agli sconvolgimenti politici e istituzionali della fine del XVIII secolo che ne comportarono una rapida disfatta.

Nel 1810 Acqualoreto ed i suoi 298 abitanti entrarono a far parte del Cantone rurale di Todi in virtù delle disposizioni napoleoniche, mentre i centri vicini andarono a formare il cantone di Baschi. Con la restaurazione successiva divenne invece soggetto alla podestà di Baschi, rompendo così definitivamente il suo centenario legame con Todi.

Oggi Acqualoreto è una frazione del comune di Baschi ed il suo circondario si è esteso lungo le vie di accesso con edifici di carattere più recente, il centro storico conserva però ancora perfettamente intatte le caratteristiche originarie, con i suoi vicoli stretti ed articolati.

Anche la popolazione del posto è ancora strettamente legata alle sue radici tanto che la cacciagione ed in generale tutti i prodotti dei boschi circostanti sono ancora considerati fondamentali su ogni tavola, al punto che passeggiando negli stretti vicoli del centro storico, accessibili solo a piedi, è possibile tuffarsi in un mondo passato, nel quale tal volta aleggiano nell’aria, insieme al profumo del muschio e dei fiori dei balconcini, l’aroma della cacciagione sul focolare.

Paesi circostanti al paesino di Acqualoreto sono: Civitella del Lago, Todi, Orvieto, Baschi.


Acqualoreto