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Civitella del Lago, già Civitella di massa de’bindi

Civitella del lago, già Civitella di massa de’bindi

Civitella del lago

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Civitella del Lago

Dalla cima ad una collina, a 476 m s.l.m., nel cuore del Parco Fluviale del Tevere, il paese di Civitella del lago domina il Lago di Corbara; La sua posizione strategica a circa 20 km sia da Todi che da Orvieto, e circa 1 ora da Roma, circondato da piccoli paesini medioevali come Acqualoreto, Collelungo, Morre, Melezzole, lo rende adatto per gli amanti delle bellezze del cento d’Italia.

In epoca romana, il luogo ove sorge Civitella del lago era occupato dalla città di Vindinio dei Bindi, un centro sicuramente molto esteso e rigoglioso, anche per la presenza nelle vicinanze delle Fornaci di Scoppieto, ma anche con un’attività agricola assai sviluppata; dal vicino Porto di Pagliano i prodotti locali (ceramiche, travertino, olio, vino ed altro ancora) raggiungevano Roma via Tevere. Purtroppo questa fiorente città è andata distrutta con il declino dell’Impero e ne rimangono oggi solo degli accenni in qualche manoscritto. Sopra i ruderi della città Romana, venne eretta in età Medievale (circa nel X secolo) una nuova città  che insieme ad altre cittadelle di questo versante della Valle del Tevere,  denominato “Massa” (in latino significa “ammasso”,  per intendere un territorio esteso di montagne) andò a formare l’apparato difensivo di Todi ed il paese prese il mome di Massa de Bindi, poi rinominata Civitella di Massa de’Bindi (dal latino “civitas” che significa “piccola città”).

Civitella del lago, per via della posizione strategica sopra il Tevere, costituiva per Todi un importante baluardo di difesa dalla vicina città di Orvieto, tuttavia le sue principali occupazioni erano la pastorizia, l’agricoltura e lo sfruttamento delle risorse dei folti boschi circostanti, che consentivano agli abitanti un generale benessere, tanto che nel XII secolo, rappresentavà già uno dei paesi più popolati della Massa.

Forse per via della posizione decentrata o forse per rabbonire gli orgogliosi ed inrequieti civitellesi, le famiglie todine, vere proprietarie di tutta la zona (terre, boschi e case), concedevano agli abitanti del luogo una  discreta libertà ed autonomia amministrativa, tanto che gli abitanti del posto avevano ripartito le terre tra le varie famiglie locali, iniziando a considerarle una loro proprietà privata e non una concessione dei feudatari todini, sentendosi liberi di pascolare e caciare in tutta la zona. Era così forte il senzo di indipendenza dei civitadini che, quando nel 1285 la famiglia todina proprietaria della zona decise di far valere i suoi diritti sul territorio, proibendo ai civitellesi di usare i pascoli ed i boschi a propria discrezione, i civitellesi si ribellarono portando avanti ribellioni guerriglie e processi che si protrassero per circa un decennio finchè la famiglia todina non fu costretta a rinunciare al suo predominio sulle terre della neo-nata Comunanza Civitellese.  Nel 1367, Civitella del lago diede inoltre prova della sua tenacia, quando sotto le sue mura si presentò un ben armato esercito di Orvieto diretto ad inviadere Todi; La città resistette all’assedio per due mesi, finchè l’esercito si vide costretto a ritirarsi verso il Tevere.

Inglobata Todi nello Stato della Chiesa, terre e castelli furono sempre meno amministrati, mentre le decennali lotte interne tra le famiglie Todine impoverivano anche i feudi, i cui proventi venivano tutti spesi per sovvenzionare le proprie faide, al punto che nel 1441 il degrado portò, Civitella del lago ad una drastica riduzione della popolazione.

Nel 1503 Civitella del lago ottenne la cittadinanza di Todi ed i Civitellesi poterono comprare (con monete d’oro) le case ed i terreni che avevano da sempre usato, anche se molte parti della cittadella rimasero di proprietà della famiglia todina degli Atti, la quale dopo anni di lotta aveva ottenuto il controllo assoluto su Todi ed i suoi feudi.  Tornata la pace anche Civitella del lago, ormai ridotta ad un cumulo di macerie tra le quali pochi abitanti si riparavano nelle poche case medievali rimaste in piedi (alcune ancora oggi conservate) si incamminò verso una nuova rinascita.

Con il contributo economico degli Atti e la determinazione dei Civitellesi, dalle macerie cominciò a riprendere forma il tessuto urbano: bonificarono le case, i vicoli, le piazzette e ricostruirono parte delle mura, realizzandovi una monumentale porta, che ancora oggi si può ammirare; A metà del XV sec. venne edificato il Palazzo Signorile, ancora oggi visibile. In quella nuova epoca di pace e benessere, la fortificazione della città non èra più indispensabile e Todi concesse ai privati cittadini di eseguire tutti gli interventi edilizi che ritenevano utili. Nel 1590 fu restaurata ed ingrandita anche la Chiesa (le cui origini risalgono a prima del XIII sec.). È così che nel mezzo di una città indubbiamente Medievale, troviamo oggi un insieme di costruzioni rinascimentali e di ogni epoca e stile, unite tra loro più dalla storia dello sviluppo cittadino che dallo stile architettonico.

Vista la fiorente crescita del paese, nel 1578 il Consiglio Cittadino, per questioni di igiene e salute, vietò di portare capre, pecore e maiali dentro le mura, ne derivò che intorno alla cittadella nacquero numerosi piccoli ricoveri per gli animali, mentre alcuni cittadini preferirono trasferirsi definitivamente nelle campagne circostanti, costruendovi casali e piccoli borghi, in parte ancora oggi presenti.

Alla fine del XVI, Civitella del lago era ormai una fiorente cittadella, libera ed indipendente dalla supremazia di Todi, anche perché la famiglia degli Atti, ed i successivi governatori della Signoria di Todi, preferivano probabilmente concedergli l’autonomia, piuttosto che discutere con i testardi e ribelli Civitellesi, tanto attaccati alle “proprie cose”.

Con la Riforma Napoleonica, nel 1809 venne creato il Comune di Baschi e stabilito che Civitella del Lago ne formasse una delle frazioni. La protesta fu immediata! Civitella del lago rivendica la supremazia comunale in virtù di una popolazione più numerosa e del fatto che Baschi si trovasse in una posizione decentrata rispetto al nuovo comune. Si scatenarono pertanto una infinità di proteste e rappresaglie, tal volta anche violente, che durarono per un intero decennio, ma senza alcun esito. Non solo Civitella del lago non ottenne l’autonomia richiesta, ma non conservò neanche il nome, infatti, probabilmente per la loro irrequietezza o per dispetto, Civitella de Massa de Bindi venne rinominata Civitella dei Pazzi.   Tale nome le restò affibbiato fino a dopo la creazione della diga sul Tevere e del Lago di Corbara, quando nel 1962 prese il nome di Civitella del Lago. Ad ogni modo le rivendicazioni nei confronti della cittadina di Baschi, non sono mai cessate, ancora oggi tra i due paesi c’è una forte rivalità ed “ogni scusa è buona per litigare”.


civitella del lago